Mentre dagli ultimi dati sulla mobilità sanitaria si apprende che dalla Puglia ci si sposta in massa per i cosiddetti “viaggi della speranza”, la storia del signor Giuseppe Montrone la dice lunga su quanto possa essere importante far capire ai pugliesi che negli ospedali della regione ci sono medici ed equipe in grado di dare a tutti ottime risposte.

Il signor Montrone è un caposala in pensione che dalla Svizzera ha deciso di sottoporsi ad un delicatissimo intervento chirurgico di ricostruzione dell’aorta in Puglia, nell’ospedale Di Venere di Bari, e si è affidato nelle mani esperte del Dr. Giuseppe Natalicchio, chirurgo vascolare tra i più apprezzati in Italia che gli ha salvato la vita.

Ha voluto che lo intervistassimo per mostrare la sua gratitudine e per raccontare quanto possa essere importante dare valore alle professionalità del nostro Sud che devono essere messe nelle condizioni (anche strutturalmente) di poter svolgere sempre meglio il loro lavoro.
“Non intervenire adeguatamente poteva costarmi la vita”,  ha detto ai nostri microfoni. “Sono arrivato al Dr. Natalicchio perchè anche all’estero si parla molto bene di lui – ha aggiunto –  sapevo a chi mi rivolgevo. La mia situazione era disperata, sentivo il cuore battere nell’addome. Avevo un aneurisma dell’aorta nel suo tratto toracico ed addominale soprarenale, e mi avevano detto che il minimo errore poteva essere fatale”.

Tranquillo, lucido, soddisfatto del controllo che ha confermato l’esito positivo dell’intervento vuole illustrarcelo nel dettaglio: “Sono stato operato con una tecnica endovascolare in due fasi. La prima fase è stata quella dell’esclusione dell’aneurisma toracico mediante il posizionamento di endoprotesi toracica. Nella seconda dopo un mese, è stato fatto un impianto di endoprotesi aortica con tre fenestrazioni per la rivascolarizzazione delle due arterie renali e per la mesenterica superiore. C’è stata anche la ricostruzione del tripode femorale mediante profundoplastica”.

Gli chiediamo quanto ha studiato. Ci risponde: “Tanto, il Dr. Natalicchio mi ha spiegato pazientemente ogni passaggio prima di intervenire. Avevo bisogno di capire”.